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Si apre il confronto sulla spondiololistesi

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Pubblicazione: tabloid ortopedia. Anno IV Numero 8/2009

Si apre il confronto sulla spondiololistesi

Il professor Pier Paolo Mura  condurrà i lavori di questo forum tra esperti, che si confronteranno sulle ultime evidenze nel trattamento della patologia.


Un importante meeting si svolgerà in Sardegna – a Pula, in provincia di Cagliari – il 20 e 21 novembre prossimi. Si tratta di un International Consensus Course e affronterà la tematica dei trattamenti chirurgici delle spondilolistesi. Nella cornice del Parco Scientifico Tecnologico Polaris (vedi box in questa pagina), numerosi esperti internazionali daranno vita a un forum in cui confronteranno le proprie osservazioni ed esperienze cliniche, nella convinzione, espressa nel saluto di benvenuto del professor Pier Paolo Mura, che “la discussione è fondamentale per raggiungere un consenso, valutare i risultati e le possibili complicanze”. Pier Paolo Mura sarà presidente del meeting.  Specializzato in Ortopedia e Traumatologia e in Radiologia diagnostica, professore di Malattie dell’apparato locomotore all’Università La Sapienza di Roma Polo Pontino, svolge l’incarico di Direttore del Dipartimento di Ortopedia e UOC di Chirurgia Vertebrale e Centro Scoliosi del Policlinico S. Elena di Quartu. E’ affiliato alle piu importanti società di chirurgia vertebrale nazionali e internazionali ed è autore di oltre 100 pubblicazioni sulle principali riviste scientifiche. E’ inoltre direttore scientifico del progetto di ricerca e sviluppo su nuovi progetti in chirurgia vertebrale presso il Parco Scientifico Tecnologico Sardegna Ricerche di Pula. A lui abbiamo chiesto di parlarci in dettaglio del meeting.

International Consensus Course
SURGICAL TREATMENT

OF SPONDYLOLISTHESIS

20-21 Novembre

Sardegna Ricerche – Pula (Cagliari)

Meeting President: Pier Paolo Mura

Scientific Coordinator: Mauro Costaglioli

 

Per informazioni:

My Meeting srl

Tel. 051.796971 – fax 051.795270

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Professore, come mai la scelta dell’argomento è caduta sulle spondilolistesi? Quali sono le problematiche legate a questa patologia?

Le spondilolistesi sono argomento di sempre grande interesse nell’ambito della patologia e chirurgia vertebrale. Si è scritto e studiato tantissimo sulle spondilolistesi negli ultimi decenni.

L’interesse è legato alle caratteristiche della patologia; infatti distinguiamo le spondilolistesi in età di accrescimento e in età adulta con differenti peculiarità cliniche, anatomopatologiche e di trattamento, forme evolutive a basso rischio e ad alto rischio, forme asintomatiche e sintomatiche, lombalgiche e complicate con radicolopatie, forme asintomatiche in età pediatrica, ma con grave deformità che richiedono una differente valutazione e un differente tipo di approccio terapeutico.

La valutazione clinica del paziente (approccio sempre primario  ai fini diagnostici), la valutazione degli esami strumentali (in grado di fornire elementi sempre più precisi circa la condizione anatomica ed anatomo-patologica del segmento vertebrale in oggetto), gli studi e quindi la valutazione della biomeccanica del livello affetto e del rachide in totto, ci devono portare ad una definizione del problema. Laddove sia indicato il trattamento chirurgico, la possibilità di ottenere il miglior risultato per il paziente riducendo al massimo la possibilità di insuccesso, è legata proprio alla comprensione degli elementi suddetti e all’utilizzo delle sempre più raffinate tecnologie in termini di sistemi protesici e strumentari chirurgici che permettono di ottenere la correzione e stabilizzazione primaria della deformità. Ed è proprio dall’interrelazione tra chirurgo vertebrale, bioingegneri e aziende produttrici di sistemi di sintesi che può derivare una migliore conoscenza per un più adeguato trattamento.

Oggi, grazie a questi fattori, i pazienti possono trarre enormi vantaggi in termini di una chirurgia meno invasiva, con tempi più rapidi in sala operatoria, più breve degenza, più rapida riabilitazione, minori rischi di insuccesso.  L’idea di affrontare questo tema così complesso in maniera interattiva con dei relatori che presentano dei casi clinici su cui poter discutere e valutare con il televoto, condotto da un presidente e due moderatori, di cui uno introduce l’argomento e l’altro chiude la sessione alla ricerca di un consenso, ha l’interno di approfondire ulteriormente le indicazioni al trattamento, i vari tipi di approccio, i risultati e le eventuali complicanze cercando di comprendere il significato.

 

Ci dice qualcosa delle quattro sezioni di cui si comporrà il meeting?

Le quattro sessioni affrontano le diverse forme di spondilolistesi che, come già detto, hanno differenti peculiarità cliniche, anatomo-patologiche e chirurgiche.

Quindi si affronta il tema spondilolistesi pediatriche, le quali possono subire un rapido aggravamento correlato al fattore accrescimento. Vi sono forme asintomatiche a basso rischio che non richiedono trattamento chirurgico,  forme sintomatiche ad alto rischio, che vanno controllate periodicamente onde monitorare le caratteristiche di evolutività potendo decidere di intervenire chirurgicamente per correggere la deformità quando questa assume caratteristiche di grave scompenso; forme sintomatiche che trovano indicazione alla chirurgia laddove le cure conservative protratte non diano beneficio al paziente.

Un’altra sessione è dedicata alle spondilo ptosi che in genere si associano ad importante sintomatologia e comunque rappresentano una grave alterazione del profilo e della biomeccanica del rachide e che necessitano di complessi approcci chirurgici per correggere e stabilizzare la deformità.
Gli altri due temi sono le spondilolistesi istmica e quelle degenerative con approcci chirurgici differenti.

Qual sono gi approcci chirurgici a questa patologia? Ci sono novità nelle tecniche chirurgiche?

L’approccio chirurgico è un approccio anteriore al rachide, posteriore o combinato.

L’approccio anteriore è antero-laterale, retro peritoneale, per eseguire la discectomia e l’artrodesi intersomatica del segmento patologico. Le complicanze più temibili sono di tipo vascolare e neurologico.

L’accesso combinato è indicato per associare l’artrodesi intersomatica a quella posterolaterale. Lo svantaggio è quello di dovere eseguire due accessi chirurgici.

Ormai da diversi anni la tecnica più utilizzata è quella è quella che prevede l’approccio posteriore, con cui è possibile ottenere la riduzione della spondilolistesi e l’artrodesi intersomatica posteriore o posterolaterale, quindi una fusione circumferenziale a 360°.

Tutto questo si può ottenere con una procedura sempre meno invasiva, con meno stress per il paziente e con minori rischi grazie alle tecnologie sempre più sofisticate e ai biomateriali sempre più biocompatibili come il Peek.

 

Quali risultate permettono di ottenere, nel breve e lungo periodo?

La chirurgia oggi permette di ottenere risultati eccellenti in percentuali sempre più significative. Ovviamente non si può esprimere un valore univoco, stante la grande variabilità delle forme patologiche e l’età dei pazienti. Si può comunque affermare che nel l’80-90 per cento dei casi i risultati sono buoni in termini di risoluzione dei sintomi, ripristino del profilo sagittale del rachide e della stabilità meccanica del segmento.

La degenza in ospedale è breve, entro una settimana in media, seguita da un periodo di prudenza e convalescenza di circa tre mesi. I ragazzi potranno riprendere la loro vita normale e l’attività sportiva, così pure gli adulti dopo un periodo di convalescenza di circa tre mesi.

Ci sono sufficienti evidenze scientifiche sulla spondilolistesi per poter stendere linee guida condivise?

L’intento dei Corsi scientifici a livello internazionale, come questo, è quello di trovare sempre maggiore univocità e quindi un conseso sulle metodiche di trattamento e sulle indicazioni chirurgiche. In sostanza cercare di impostare delle linee guida per una patologia così complessa.

Lo svolgimento del  Meeting all’interno del Parco Scientifico Tecnologico ha un suo significato specifico e deriva dall’importanza che deve essere rivolta alle nuove tecnologie e ai biomateriali, che offrono al chirurgo spinale la possibilità di offrire ai propri pazienti risultati sempre  migliori.

Renato Torlaschi


L’ECCELLENZA TECNOLOGICA DELLA REGIONE SARDEGNA

 

In bilico tra una tradizione che merita di essere conservata e valorizzata e frequenti spinte verso una nuova realtà in cui scienza e tecnologia saranno sempre più protagoniste, la Sardegna vanta una ricerca scientifica di prim’ordine. L’isola è stata protagonista di almeno due sfide nella ricerca e innovazione a livello globale.

Nel campo della medicina, risale al 1045 la scoperta delle cefalosporine da parte di Giuseppe Brotzu, fondatore di una scuola biomedica di fama internazionale.

Nelle tecnologie della comunicazione e dell’informatica, ricordiamo che l’Unione sarda è stato il primo giornale on-line in Italia e il secondo nel mondo, mentre il sito www.crs4.it del entro di ricerca CRS4 (fondato da Carlo Rubbia e localizzato a Polaris) è stato il primo sito internet italiano.

Ha poi sorpreso tutti, qualche anno fa, l’entrata di Tiscali tra i più importanti player europei del settore. In particolare, il Parco tecnologico della Sardegna (www.sardegnaricerche.it) è un sistema di infrastrutture avanzate e di servizi per l’innovazione, lo sviluppo e l’industrializzazione della ricerca tecnologica. Nel Parco sono presenti dieci piattaforme tecnologiche, attrezzature e competenze di utilizzo collettivo. Le imprese e i centri di ricerca che scelgono di localizzare nel Parco le proprie attività di ricerca e sviluppo godono di numerosi vantaggi.

Gestito da “Sardegna Ricerche”, l’ente sardo per la ricerca e lo sviluppo tecnologico, il Parco tecnologico è ormai una realtà consolidata e farà da cornice all’International Consensus Course sui trattamenti chirurgici delle spondilolistesi, che sarà presieduto dal professor Pier Paolo Mura.

 

 

 


© Struttura: Casa di Cura Polispecialistica Sant'Elena. Società: Kinetika Sardegna s.r.l.-Società con unico socio del gruppo Kinetika Holding Spa. Viale Marconi n.160, Quartu S.E. capitale sociale €16.000.000,00 i.v., C.F. N. 03210360925 iscritta al N. CA 254268 del R.E.A. C.C.I.A.A. di Cagliari Tel. 070 86051 - Fax 070 837391
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